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-Dio?
Ma che cosa t'importa di un dio che ti odia, di un dio che da millenni
assiste impassibile a guerre, stupri e massacri e a tutto quello
che di piu' faceto e fantasioso l'uomo puo' compiere?-
-Dio
mi ama-
-Dio
ti detesta, ci vomita sui tuoi vestiti da diva. Non ricordi Sodoma?
Il tuo dio ha qualche problema di accettazione nei confronti della
sodomia. Gli omosessuali non sono figli di Dio-
-E
di chi allora?-
-Forse
di quelle bigotte represse delle nostre madri, forse siamo figli
del Demonio; ma non e' questo il punto. Il punto e' che non e' possibile
che tutti i freaks di questa terra desiderino essere normali. Io
voglio essere quello che sono, non inseguire gli etero sulle loro
strade precostituite dal Sistema-
-Io
sono normale-
-Un
omosessuale e' normale? La normalita' e' un concetto statistico
e statisticamente parlando non siamo normali. Sono i repressi come
te che associano la parola normalita' a degli inutili preconcetti
moralistici. Io sono DIVERSO! E lo dico a gran voce. Cassiel, ti
prego, servi un altro Mohjito al mio triste amico-
Dark
solleva il suo bicchiere e: -Un brindisi ai deviati. Fanculo alla
normalita'-e scontra il bicchiere con quello del suo interlocutore,
perplesso e diffidente verso quel ragazzo ubriaco e dai modi teatrali.
-Non
sono pazzo, sono solo un po' eccentrico-
Sorride
divertito quando il suo sguardo si ferma ad osservare la camicia
di un ragazzo, voltato di schiena intento ad osservare un video
musicale trasmesso da uno schermo che occupa un'intera parete.
Il ragazzo sembra muovere la testa come se stesse canticchiando
il brano.
Un brano emozionante, risalente a decine d'anni addietro, musica
che Dark scopriva sul web dopo innumerevoli ore di ricerca appassionata.
Si
avvicina al ragazzo: -Davvero conosci i Coldplay? Ti piace la musica
d'inizio secolo? E' uno dei miei pezzi preferiti-
Il
ragazzo si volta, per nulla intimidito, ha un'espressione sicura
nei suoi occhi bicolore, uno verde ed uno azzurro.
Dark
rimane molto colpito dall'intensita' di quello sguardo e dalla serenita'
che sembra custodire.
-Io
ascolto solamente musica vecchia come mio padre! Quella preconfezionata
dei nostri tempi mi da tante emozioni quanto la piu' squallida delle
fictions-
-"Trouble"
e' una delle piu' belle canzoni d'amore che abbia mai ascoltato.
Ed il video ha un impatto emotivo notevole…quei toni cosi'
caldi e avvolgenti…e l'ansia che ti trasmette vedere Chris
mentre tenta di slegarsi dalle corde che lo bloccano sulla sedia-
-Ti
senti spesso cosi'? Come se aspettassi che qualcuno venga a liberarti
e portarti via lontano dalla trappola in cui sei caduto?-
Dark
arrossisce visibilmente e stringe con forza il bicchiere: -Che cosa…perché
me lo chiedi?-
-Per
nessun motivo in particolare…solo che…hai uno sguardo
molto tagliente all'apparenza, ma i tuoi occhi sono quelli di una
persona che si sente smarrita…scusami, non volevo metterti
in imbarazzo. Io mi chiamo Harry Angel-
Dark
stringe la mano ad Harry e riprendendo il controllo delle sue emozioni
indossa di nuovo la consueta maschera istrionica, e con un tono
fintamente borioso: -Tu invece sai benissimo chi sono; sono convinto
che verresti a letto con me se ti firmassi la camicia-
Dark
corruccia la bocca in un gesto di scherno verso Harry, che prontamente
risponde: -A letto con te ci verrei comunque, sempre se dopo tutto
quello che hai bevuto riesci ancora ad avere una prestazione per
lo meno dignitosa-
Harry
ride osservando il volto di Dark, messo ancora in difficolta' e:
-Non sarai mica timido? Scommetto che un bel ragazzo come te riceve
richieste molto piu' esplicite. E chi saresti mai? Che cosa ha di
speciale la mia camicia?-
-L'immagine
stampata: l'ho realizzata io-
-Sei
Dark Mavis? Conosco nei dettagli i tuoi lavori, adoro quello che
fai. Nessun altro artista crea immagini tormentate come le tue.
Non avrei mai pensato di incontrarti. Cristo, per me e' un momento
fantastico!-
-Grazie.
Speriamo non sia un solo momento. Se ti fa piacere farmi un po'
di compagnia…sono stanco di trascorrere le mie serate a discutere
con omosessuali che si piangono addosso-
-Di
che cosa ti stupisci, sono omosessuali, hanno il peggio degli uomini
e delle donne in una combinazione melodrammatica davvero unica.
Siamo tutti un po' patetici, basta pensare alla nostra vita ghettizzata.
Certo che mi fa piacere parlare con te, mi sono sempre chiesto che
tipo di persona fossi, quali pensieri ti passassero per la testa-
-Forse
e' meglio che tu non li conosca mai-
-Tu
distruggeresti il genere umano, vero?-
-Capisci
questo dalle mie immagini?-
-Corpi
mutilati ed inchiodati alle mura delle loro abitazioni, decine di
televisori che li stordiscono sorretti dai loro intestini dipanati
per metri, sguardi vacui, volti inespressivi, carrelli del supermercato
e circuiti che si fondono con i cervelli, quantita' industriali
di sangue a ricoprire corpi intenti in rapporti sessuali che assomigliano
a stupri. Di sicuro hai carenza di fiducia nel prossimo-
Harry
allarga le braccia e sorride, come per schernire Dark, che sorride
a sua volta divertito.
-Perché
dovrei averne?-
-Perché
forse potresti anche innamorarti almeno una volta nella tua vita,
se non disprezzassi tutti a priori-
-Mi
stai giudicando in maniera troppo negativa. Non mi pare che ti stia
respingendo-
-No,
e' vero. Allora forse t'innamorerai di me!-
-Ti
prego allora di non spezzarmi mai il cuore, ne soffrirei a morte!-
Dark
si porta una mano al petto contraendo i muscoli del volto come per
fingere dolore.
-Sei
odioso. Terribilmente odioso-
-Grazie,
caro Harry. Ti stai gia' innamorando di me!-
-Non
ci giurare. Ti va di sederci e conversare, allora?-
-Certo,
ne sarei davvero felice. Ti prego, non avere pregiudizi su di me.
Prima prova a conoscermi-
-Dark…io
non ti giudico male. Tu con il tuo lavoro mi dai delle emozioni.
Emozioni, capisci! Quante persone te ne danno? Come potrei pensare
che tu sia un fottuto idiota come quasi tutte le persone che mi
circondano?-
-Allora
forse capisci perché non sono spesso di buon umore quando
tento di vivere in mezzo ai miei simili-
-Certo
che ti capisco; ma so che in mezzo alla massa ci sono persone che
hanno deciso di non usare i propri neuroni per giocare a dadi-
PARAGRAFO
2
La
serata trascorse tra risate, battute maliziose, considerazioni drammatiche
sul regime d'Indhastria.
Dark
fu il primo dei due ad avvicinarsi all'altro, tutte quelle parole
avevano riattivato una parte del suo cervello ormai anestetizzata
e l'aver incontrato dopo tanto tempo una persona con cui comunicare
davvero provocava in lui uno spettro confuso di sensazioni che non
riusciva a controllare.
Quando
non si e' piu' abituati a provare emozioni, non si e' neanche piu'
capaci di controllarle.
Dark
strinse delicatamente una mano ad Harry, intreccio' le proprie dita
con le sue e con l'altra mano accarezzo' il suo volto e poi la passo'
lentamente tra i suoi capelli biondi, un biondo scuro che ricordava
il colore dell'oro.
Si
rese subito conto che per Harry erano gesti inaspettati, forse per
l'idea di cinico artista che aveva di lui.
Inizialmente
esito', non comprendendo se ad Harry quelle attenzioni facessero
piacere, poi strinse piu' forte il suo volto e lo accosto' a sé
poggiando le labbra sulle sue e premendo dolcemente.
Guardo'
Harry negli occhi, insicuro, ma nello stesso tempo fortemente attratto
da quel ragazzo cosi' vitale.
Harry
sembrava desiderarlo quanto Dark e fu lui questa volta a stringere
Dark fra le sue braccia e baciarlo.
I
loro volti erano vicinissimi, si sfioravano di continuo e ogni volta
Dark aveva un sussulto.
Si
sentiva come se dopo esser precipitato nel deserto avesse incontrato
il suo piccolo principe che si era perso mentre inseguiva comete,
ed ora gli sorrideva ponendogli qualche quesito disarmante.
-Perché
ti incontro solo ora? Perché t'incontro adesso quando ormai
tutto sta crollando rovinosamente?-
-Credi
che tutto sia perduto?-
-Io
non lo credo. Lo so-
-Hai
sempre riposto tutti i tuoi desideri verso progetti di distruzione.
Forse e' arrivato il momento di provare ad amare-
-Per
quanto tempo? Quanto tempo ci rimane?-
-Smettila
di pensare che tutto debba finire da un momento dall'altro, che
il grande nulla ci inghiottira' tutti presto per risputarci a brandelli.
Vivi ora. Adesso. In questo momento-
-E'
cosi' difficile da spiegare, dolce Harry…non capiresti…-
-Non
capirei che cosa?-
-Che
e' stato stabilito un termine…forse moriremo insieme…ma
insieme non vivremo a lungo…mi dispiace…-
-Dark…all'improvviso
sul tuo volto c'e' disperazione…a che cosa ti riferisci?-
-Vorrei
presentarti una persona…e' una persona speciale come te. Se
vuoi conoscermi meglio, allora devi conoscere anche lui-
PARAGRAFO
3

-E'
quasi l'alba. Verso quest'ora ritorna a casa-
-Lavora
di notte?-
-Sopravvive
di notte-
-Nettezza
urbana?-
-Credo
che non scelga le sue vittime casualmente. In certi casi forse si
tratta di vera pulizia. Nessuno piangera' un inutile idiota in meno,
sostituibile con la persona immediatamente accanto. Cloni, cloni,
cloni. Non sono nient'altro che cloni-
-Vittime?
Che cosa intendi per vittime?-
-Intendo
dire che se davvero vuoi conoscermi, se davvero vuoi capire perché
so che la fine di tutto e' prossima, allora devi imparare a guardare
attraverso i miei occhi ed i suoi. Sono sicuro che tu sia in grado
di venire a conoscenza di certe cose senza farti travolgere dal
panico. Eccolo-
I
suoni emessi dai tasti premuti per immettere il codice di ingresso
risuonarono debolmente al di la' della porta, mentre Dark ed Harry
attendevano seduti davanti ai computers, sui cui monitors scorrevano
immagini di guerre, esplosioni nucleari, missili ridotti a luci
verdi nei filmati della BBC, corpi ustionati, fosse comuni con decine
di cadaveri mutilati.
Sebastian
indossava un'elegante giacca nera ed una camicia di seta bianca,
aperta sul petto, su cui ricadeva una cravatta il cui nodo era stato
allentato.
L'ampio colletto era completamente intriso di sangue fresco e le
labbra del vampiro sembravano piu' carnose e sensuali.
-Ben
tornato amico mio. Vorrei presentarti una persona che sarei felicissimo
entrasse a far parte della mia vita-
-Incredibile.
Dev'essere davvero una persona straordinaria vista la tua patologica
misantropia-
-Vieni
Harry. Lui e' il mio unico vero amico, Sebastian-
Harry,
paralizzato dalla vista del sangue e dall'intensita' inquietante
dello sguardo di Sebastian, non riusciva a muoversi.
Oddio, ma chi era?
Come poteva Dark parlare di vittime e conversare amabilmente con
una persona che aveva evidentemente ferito od ucciso qualcuno?
Quegli occhi magnetici, la bocca sensuale, il volto a cui era impossibile
attribuire con certezza un'eta', il sangue all'altezza del collo…
-Harry,
sembri intimorito. Non aver paura, sei piu' al sicuro con noi che
la' fuori. E' a causa del sangue? Capirai tutto a tempo debito,
non sara' facile da accettare, ma so che ci riuscirai. Ti prego,
stringi la mano a Sebastian-
Sebastian
protese la sua mano destra in segno di amicizia per dimostrarsi
disponibile verso Harry, conscio che Dark stava seriamente mettendo
a repentaglio la loro sicurezza, ed era pronto ad uccidere Harry
se solo avesse sospettato che avrebbe potuto raccontare della sua
esistenza.
Harry
guardo' Dark e decise di fidarsi.
Strinse
la mano a Sebastian che gli sorrise e: -Benvenuto Harry. Credimi,
Dark e' piu' pericoloso di me-
-Ascolta
Sebastian, vorrei che Harry sapesse tutto di me e di te. So che
capira'-
-Ti
fidi gia' cosi' tanto di questo ragazzo? Ricordati che non mi espongo
ad inutili rischi-
-Voglio
che lui condivida con me quanto piu' possibile della mia vita, dei
miei pensieri e se davvero vuole entrare a far parte della mia esistenza
dovra' affrontare insieme a me quello che avverra' in un futuro
prossimo. Deve sapere. E allora sapro' che ho incontrato la persona
giusta per me-
-In
definitiva e' un test. E non ti importa che tu stia esponendo Harry
a conseguenze mortali?-
-Comunque
moriremo, no?-
-Se
esisto e' per evitare che cio' accada-
-Non
credi neanche tu alle tue parole-
-E
allora perché hai scelto me, e non Caleb?-
-Non
lo so…forse per paura-
-Paura?
Paura delle conseguenze del tuo gesto? La distruzione dell'umanita'?
Mi stupisco ancora adesso di essere qua al posto di Caleb. Sono
sicuro che l'idea ti ha eccitato. Credo piuttosto che il tuo sia
stato un gesto di speranza-
-Non
farmi ridere. Tu hai paura di guardarmi dentro. Probabilmente faresti
bene a ricominciare. Tu non mi conosci ancora, Sebastian-
-In
te c'e' amore, Dark-
-E'
una parola cosi' abusata da essere diventata ormai priva di significato.
Io vorrei solo che mi aiutassi a spiegare ad Harry la situazione
in cui ci troviamo. So che capira'-
Sebastian,
sardonico: -Harry, ovviamente tu credi ai vampiri ed ai racconti
sull'apocalisse?-

PARAGRAFO
4
-Harry,
ti senti bene?-
-No…no…no!
Chi siete voi due davvero? Chi siete? Che racconto folle e' mai
questo? Non so se sia piu' pazzo lui che crede di essere un vampiro
o tu che gli credi…e non toccarmi! Lasciami stare!-
-Harry…so
che e' assurdo…ma se avrai la pazienza di ascoltarmi potro'
dimostrarti tutto…se vuoi ti portero' nel posto in cui ho
risvegliato Sebastian…ti faro' leggere il messaggio lasciato
dai vampiri…so che non e' facile…ma la realta' e' questa-
-Ammettiamo
pure che sia tutto vero…ti rendi conto che hai deciso di giocare
col destino dell'umanita'?-
-E'
venuto il mio turno…cosi' l'umanita' smettera' di giocare
con la mia vita e con quella di tutti coloro che non vogliono obbedire.
Harry…concedimi una possibilita'…vorrei che tu ti fidassi
di me…non ho mai cercato una persona cui aggrapparmi, ma una
persona con cui condividere. E vorrei che quella persona fossi tu-
-Non
riesco a crederci…ti prego…dammi un bacio, Dark-
PARAGRAFO
5
-Sono
rimasto attratto da Sebastian fin dal primo momento. La sua bellezza
mi stordiva e nessuno avrebbe mai potuto raccontarmi ed insegnarmi
cosi' tanto. Un parte di me tuttavia lo temeva, d'altronde e' pur
sempre un non morto, un vampiro, una creatura che uccide uomini
per sopravvivere. Qualche volta ci sdraiamo vicini, confidandoci
piccoli aneddoti o segreti. Sebastian e' sempre molto disponibile
a raccontarmi le sue esperienze personali, le sue innumerevoli esistenze
passate, a far vivere sulla mia pelle sensazioni anche molto intime.
Ci addormentiamo spesso abbracciati l'uno all'altro, ma i primi
tempi, ogni volta che sfioravo il suo volto o gli stringevo affettuosamente
una mano, avvertivo tutto il freddo di quel corpo. Non e' facile
mascherare veri e propri brividi, e' come se all'improvviso ti svegliassi
a fianco di un morto. L'unica persona a cui mi sono affezionato
in tutta la mia vita non e' umana. E forse non avrebbe potuto essere
altrimenti-
[Dieci
giorni prima]
-Il
sangue ci serve per rigenerarci, per riparare le nostre ferite,
per continuare a congelare i nostri corpi nell'istante della nostra
morte-
Dark
accarezzo' il volto di Sebastian, lentamente, sostando intorno ai
suoi occhi, sulle sue labbra, come se volesse verificare che la
sua pelle fosse davvero umana, nonostante l'evidente ed innaturale
pallore.
-Hai
paura di me, Dark? Che cosa provi quando ti rendi conto che hai
di fronte a te un morto che pensa, parla, ride, ha dei sentimenti?
Desidero con tutto me stesso che tu impari a non temermi-
-Io
non ho paura di te, Sebastian. Sono affascinato, incuriosito, non
solo dalla tua natura, ma anche dal legame che si sta creando tra
di noi, due creature che guardano la propria esistenza da due prospettive
opposte: prima e dopo la morte. E la tua bellezza mi lascia senza
respiro. Provo disagio solo quando mi fissi con tuoi incredibili
occhi verdi, ho l'impressione che tu voglia aprirti un varco nella
mia mente. A volte credo che tu sia capace di leggere nei miei pensieri-
-Si',
lo sono. Potrei farlo continuamente, ma poco dopo che ti ho conosciuto
ho deciso di non farlo piu', per rispetto, perché so che
non mi mentiresti mai ed anche perché nella tua mente c'e'
un buio cosi' profondo che mi fa raggelare.
Ti vedo imprigionato ed isolato in questo buio e c'e' qualcosa che
si annida li' con te. Ed in quell'angolo buio neppure io riesco
ad entrare. E' come se tu fossi gia' morto da tempo, tanto che la
tua morte ti lascerebbe indifferente. Dark, c'e' piu' bellezza dentro
di te che nella maggior parte degli uomini, ma tu l'hai sepolta-
-Se
ho risvegliato te e' perché so che non tutto e' perduto anche
dentro di me. Mi sento spesso in ginoccio e non riesco piu' a risollevarmi.
Io vorrei imparare a sentirmi ancora vivo. Ho bisogno di una via
d'uscita, di una speranza. Come un folle ho creduto a questa storia
di vampiri incazzati che hanno sbattuto la porta e se ne sono andati
via chissa' dove ed ho trovato te-
-Ed
io sono qui ad offrirti tutto l'amore che saprai ottenere da me,
mio sperduto amico umano-
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