Il mio vero nome non lo
ricordo piu'.
E' da almeno 10 anni che mi chiamo Dark Mavis.
Oggi, 14 Febbraio 2050, ho compiuto 25 anni ed il mio processo di
alienazione e' iniziato da quando ne avevo solo 14.
Rinnego la mia infanzia.
Rinnego la mia famiglia e l'istituto familiare stesso in quanto
macchina castratrice che ostacola qualsiasi processo di apertura
mentale dei giovani.
Rinnego la mia specie, ormai caricatura di se stessa, in balia del
controllo esercitato dai media, dalle lobbies politiche ed industriali,
fuse in unica entita' tumorale che si espande senza freni, privando
gli uomini di qualsiasi spazio di liberta' individuale, di espressione
anticonvenzionale, di ogni possibilita' di evoluzione culturale.
Vedo solo il disgustoso accrescersi di una massa di persone grigie,
vuote ed inutili persino a se stesse.
MUSICA FUORI -CAMPO: …what
the hell am I doing here? \ I don't belong here \ I don't belong
here…**
[Che cosa diavolo sto facendo qui? Io non appartengo a questo posto]
So che l'uomo ha progettato
e costruito cose meravigliose, ma ora l'umanita' viaggia a tutta
velocita' verso il niente.
Non so piu' che cosa significhi avere una relazione umana degna
di questo nome, il termine "amicizia", condividere un
progetto artistico o politico con altre persone; non so se impazziro'
mai d'amore per qualcuno, se vedro' la fine degli integralismi o
quante volte dovro' riascoltare ancora questa cazzo di canzone per
capire che dovrei dissolvermi nel nulla.
Il fatto e' che credo che, pur chiuso nel mio infimo ghetto personale,
io abbia in me quelle caratteristiche che consentirebbero all'umanita'
di recuperare la propria dignita' e non riesco a rassegnarmi.
Mi definiscono un artista, per questo mi perdonano la mia asocialita',
il mio vestire ed essere "colorato", le mie intemperanze,
la mia violenza verbale.
Dipingo, anche se le mostre d'arte non esistono piu' e sono pagato
per realizzare manifesti di film, spettacoli teatrali, copertine
ed illustrazioni di e-book; inoltre vendo le mie creature digitali
a quei pochi che ancora le apprezzano.
Ne deriva il meschino vantaggio che posso permettermi di alzare
i prezzi, ma preferirei che l'arte comunicasse qualcosa, anche una
piccola emozione, un piccolo brivido, a chiunque.
Ma non mi illudo piu'.
Mi rifiuto di creare pubblicita'.
C'e' stato un periodo in cui persino nel campo del marketing gli
artisti trovarono spazio per sperimentare, per tentare di stupirsi
e stupire, per cercare nuove forme di espressione.
Ora tutto e' regredito: grigie le immagini, grigi i messaggi; ogni
manifesto, ogni spot e' gia' stato visto, metabolizzato.
D'altronde "la concorrenza" non esiste piu', i monopoli
hanno vinto ed il presidente Naikill, insieme ai suoi mercenari,
ci ha rinchiuso tutti sotto una cupola che nasconde persino il sole.
A volte mi chiedo se esista ancora, da anni non esco durante il
giorno, sono in pace con me stesso solo circondato dal buio, dal
silenzio, dai miei fantasmi personali, senza uno stupido essere
umano intorno.
Il mio tramite con il mondo sono i ghetti per i gay ed il mio computer:
la mia ancora esistenziale, la mia flebo di vita.
Gli uomini mi hanno fatto perdere me stesso, ma attraverso la creazione
artistica sto riconquistando una mia dimensione.
Gli psyco-moralisti si sono chiesti per anni se computers, videogiochi
e la tecnologia in generale alienassero le persone dalla realta'.
STRONZATE!
La maggior parte delle persone ancora oggi usa in modo maldestro
e superficiale qualsiasi novita' tecnica, un loro utilizzo completo,
o addirittura creativo, continua a rimanere appannaggio di pochi
entusiasti che non considerano i pc degli elettrodomestici, al pari
di una lavatrice o di un vibratore.
E' sufficiente parlare qualche minuto con chiunque per aver voglia
di smembrarlo con una sega elettrica e scioglierlo nell'acido o
fuggire il piu' lontano possibile dal suo vuoto interiore, prima
che il suo squallore ti penetri nel cervello.
Sono disgustato da me stesso per essere cosi' limitato dal fatto
di vivere solo nella mia dimensione, ma il disprezzo per il "real
world" e' molto piu' forte.
Non esistono piu' vie d'uscita.
L'umanita' si e' schiantata, collassata e mi ha trascinato con essa.
Ah, dimenticavo!
Dark Mavis e' il nome del protagonista di almeno un paio di canzoni
dei Mansun, dolcemente delirante band inglese scomparsa ormai mezzo
secolo fa.
MUSICA FUORI CAMPO:…All
you can't deny \ is your shit tastes sweet as mine \ sweet Jesus…***
[Tutto quello che non puoi negare e' che la tua merda sia dolce
come la mia, dolce Gesu']
*"Packed like sardines
in a crushed tin box"_Radiohead (album: "Amnesiac")
**"Creep"_Radiohead (album: "Pablo Honey")
***"The Chad who loved me"_Mansun (album: "The attack
of the grey lantern")