2ndo giorno

Rennes les Chateau è un paesino piccolissimo, a 4 km e mezzo da Couiza.

Bisogna seguire una strada tortuosa ed in salita e parcheggiare nei pochi posti disponibili di un luogo abitato da un numero così esiguo di persone che sembra una città fantasma.

L'apparenza è quella di una microscopica cittadina di montagna se non fosse per la libreria esoterica e il "regno" dell'abate Saunière.

 

Sopra, la facciata della chiesa dedicata a Maria Maddalena, caratterizzata dalla decorazione a rose gialle e dal sacro cuore in cima, simbolo diffusissimo sia a Rennes le Chateau sia in tutte le altre chiese che abbiamo visitato.

 

Particolari dell'ingresso della chiesa

 

Terribilis est locus iste è forse una frase piu' innocente di quel che possa sembrare, anche se è diventata la frase simbolo di RLC.

E' tratta dall'antico testamento ed è pronunciata da Giacobbe dopo che ebbe sognato una scala lungo la qualche scendevano e salivano gli angeli.

Segno' quel luogo, da lui considerata la casa di Dio, con una pietra o bethel.

E' curioso come tutta la regione dell'Aude sia caratterizzata dalla presenza di Dolmen e Menhir con funzioni probabilmente radioestesiche o addirittura di mappatura, se volessimo seguire le teorie di Lincoln sulle strutture geometriche (a pentacolo, e ricordo che non è un simbolo satanico, ma a carattere pagano ed astronomico) presenti nella topografia della regione.

Se poi aggiungiamo che, secondo fonti incerte, la chiesa sarebbe stata costruita là dove sorse in passato un tempio dedicato ad Iside (da qui il collegamento tra i culti della Gran Madre e la figura della Maddalena), evidentemente il luogo deve essere speciale.

 

 

La statua della Madonna è collocata, in un piccolo giardino di fronte all'ingresso della chiesa, sopra il pilastro visigoto che Saunière avrebbe rimosso all'inizio dei restauri e dentro al quale, secondo la leggenda, avrebbe trovato i misteriosi "parchemins" che il giovanissimo Hoffet avrebbe decifrato a Saint Sulpice (e avrebbe anche introdotto l'abate negli ambienti occultisti e martinisti dell'alta società parigina).

L'abate trovo' davvero passi del vangelo crittografati con riferimenti al sepolcro di Cristo e alla discendenza dei Merovingi?

Quel che si sa è che scrisse Mission 1891 e "Penitence! Penitence!" (messaggio della Madonna di Lourdes) sul pilastro.

Se contenesse qualcosa di così sensazionale da attirare l'attenzione di circoli occulti e persone facoltose pronte a foraggiare i suoi lavori o poter farsi forte di fronte al Vaticano, tanto da riuscire a salvarsi persino dal processo per traffico di messe, è il quesito che tutti si pongono ed al quale nessuno ha dato ancora una risposta realmente soddisfacente.

Di fatto l'abate sotto l'altare scoprì sicuramente qualcosa, che forse solo in parte era materiale (lo dimostrerebbero alcuni regali sontuosi, come una coppa dorata, che fece ad alcuni suoi amici), ma così importante da destare l'interesse, anche economico, di personaggi dell'alta società non solo francese.

Che un Asburgo in persona, in piena prima guerra mondiale, attraversasse l'Europa per salutare il suo amico abate ne è sicuramente una piccola prova.

 

 

In un altro giardino a destra della chiesa è collocato il crocifisso regalato dal vescovo Billard, ambigua figura che probabilmente si muoveva dietro le quinte.

 

La riproduzione della grotta di Lourdes.

E' costruita con le particolari pietre leggere che Saunière e la fidata M.lle Denarnaud raccoglievano nei dintorni durante lunghe passeggiate.

 

Saunière fece costruire questo piccolo angolo per venirvi a leggere i testi che custodiva nella Tour Magdala.

Il fatto curioso è che è costruito su una cisterna d'acqua e che Saunière ne impedì l'accesso ai pompieri durante un incendio.

Cisterne, gallerie sotterranee anche naturali...il Razès ne è pieno, ne parlavano già gli storici romani.

Se poi le si vuol ricondurre alle leggende su popoli deformi e Cainiti come fanno alcuni studiosi di impronta cattolica, allora ecco servito un altro aspetto inquietande di tutta la storia.

 

 

L'ingresso del cimitero

 

Ora non piu' accessibile dopo i numerosi atti di vandalismo, è caratterizzato dal simbolo massonico-templare del teschio con le ossa incrociate, dalle piuttosto kitsch clessidre con le ali di pipistrello e dalle cassette per l'elemosina per le anime del purgatorio o per l'ingresso in paradiso.

In questo cimitero' Saunière scoprì la lapide della contessa De Nègre, i cui messaggi criptati e i simboli sono secondi molti un riferimento a qualcosa di preziosissimo nascosto a RLC o dintorni.

Le ipotesi sono le piu' varie e ovviamente le piu' gettonate sono l'arca dell'alleanza o il sepolcro di Cristo.

Comunque, prima dei vandali fu l'abate stesso a profanare molte tombe cercando altri messaggi o forse ingressi nascosti e fu lui stesso a distruggere la stele della De Nègre di cui una copia ci è pervenuta solo per lo zelo di un visitatore del periodo pre-Saunière.

Se poi ci ricordiamo pure che in questi atti Saunière forse fu ispirato dal fratello gesuita, che conosceva bene le ricche famiglie del luogo e i documenti da loro custoditi, dato che si occupava della loro educazione, e dal vescovo Billard, intuiamo che tanta disinvoltura era possibile anche perchè non si sentiva solo nella missione che si era preposto.

 

Particolari dell'ingresso del cimitero

 

Appena entrati in chiesa ci accoglie il gruppo alchemico costituito dai quattro angeli, due salamandre, l'acqua santiera e il demone da quasi tutti ritenuto Asmodeo, il custode del tesoro del tempio di re Salomone; qualcuno ha ipotizzato che si tratti di Eurinomo, dato la somiglianza con la rappresentazione contenuta ne "Il dizionario infernale" di De Plancy (testo introvabile del 1844 di cui ho reperito una copia dell'originale proprio a RLC).

Forse quel diavolo è, molto piu' semplicemente, un modo per rappresentare l'elemento terreno, un riferimento, che non mi sento di escludere visto che siamo al centro del territorio cataro, al Rex Mundi.

Nel volantino che viene dato all'ingresso della chiesa si sottolinea come Sant'Antonio da Padova, la cui statua è presente in questa chiesa come in molte altre, predico' contro le dottrine dei catari, ma cio' non esclude che un eccentrico come Saunière attribuisse al santo ben altri significati (per questi rimando nuovamente alla lettura di qualche libro sull'argomento) e che conoscesse a fondo cio' che predicavano i catari.

Qui sopra vedete i quattro angeli, simbolo dell'aria, mentre si fanno il segno della croce.

 

Sotto agli angeli si trovano due salamandre, gli spiriti elementali del fuoco.

Al di là del fatto che siamo in un ambito occultista e non certo tradizionale, balza subito all'occhio anche la scritta BS.

Da molti interpretata come le iniziali di Berenger Saunière, la ritroviamo anche nell'ex-libris dell'abate, che non è altro che una copia della "porta magica" che possiamo vedere a Roma in piazza Vittorio Emanuele II.

La stessa scritta, apparentemente col significato di San Biagio, la leggiamo nella cappella dedicata al suddetto santo della chiesa di Saint Hilaire a Limoux, seppure sia affiancata da simbologie non cattoliche, addirittura francamente massoniche.

 

Ecco Asmodeo (in fondo alla pagina trovate altre sue immagini), costretto a reggere il peso dell'acquasantiera.

Nella posizione delle dita del demone molti hanno visto riferimenti topografici, altri pensano che tenesse una qualche forma di scettro ora non piu' presente.

Potete notare il pavimento a scacchiera bianco-nero tipicamente massonico.

La testa in realtà non è quella originale, dato che alcuni invasati, per eliminare una qualche sorta di influsso malefico, la decapitarono diversi anni fa.

D'altronde fior fior di studiosi di impronta cattolica descrivono queste zone come una specie di porta per l'inferno.

Decidete voi se prendere il biglietto di ingresso, no?

 

Mentre in alto sulla sinistra è presente un grande gruppo scultoreo che rappresenta il discorso della montagna, subito di fronte a noi troviamo la coppia di cugini Gesu' e Giovanni Battista.

Anche se la modalità di battesimo originale, mantenuta tutt'ora dai Mandei, è completamente diversa e consisteva nell'immersione del volto in acqua.

L'altare

Volgendo lo sguardo lungo la chiesa, in realtà molto piccola, di fronte a noi notiamo subito la rappresentazione della Maddalena al di sotto dell'altare.

Del teschio si è tanto parlato.

Potrebbe sia essere la classica simbologia di morte sia il teschio di Cristo.

Nella chiesa di Saint Maximin Le saint Baume è addirittura presente un bellissimo quadro in cui la Maddalena fugge tenendo sotto il braccio il sacro unguento ed un teschio!

E proprio un teschio, con una tempia forata, pare sia stato trovato da Saunière nell'ingresso alla tomba nascosta sotto l'altare.

 

 

Il complesso di statue presenti nella chiesa è costituito dalla statua dedicata a Maria Maddalena, insieme al gruppo degli evangelisti, San Germana, San Rocco, Sant'Antonio l'eremita, Sant'Antonio da Padova, la Vergine Maria e San Giuseppe.

 

Se l'altare consacrato alla Maddalena è collocato proprio tra San Giuseppe e la Vergine Maria, entrambi con in braccio un bambino, simboli di paternità l'uno, di maternità l'altro, ed è lecito pensare che non sia casuale, ancor meno casuale sembra essere la disposizione delle statue.

Le iniziali dei santi configurano, secondo una disposizione ad M, la parola GRAAL.

 

Ed ora veniamo ad alcune delle tante curiosità contenute all'interno della Via Crucis, che come è noto è disposta in senso antiorario e questo particolare, insieme a molti altri, configurano la struttura della chiesa di RLC come un edificio massonico.

Questa è la stazione della deposizione.

Difficile riconoscere esattamente i personaggi, sicuramente uno dovrebbe essere Giuseppe D'Arimatea-Giacomo e un altro Nicodemo.

Tuttavia l'anomalia risiede nel fatto che l'evento avviene durante quello che sembra un tramonto o la fine di un'eclisse.

E' importante stabilire un'ora perchè nella stazione successiva l'ambiente è palesemente notturno.

 

Nella stazione XIV non solo l'ambientazione è notturna, ma il paesaggio non è certo quello palestinese.

Il Golgota o "luogo del cranio" era proprietà privata di Giuseppe D'Arimatea, posto in piano e non su un'altura, e nulla ha a che fare con la collina rappresentata nei troppi e spesso orribili film sull'argomento, non ultimo "The Passion" di Mel Gibson, un capolavoro di antisemitismo e mistificazione storica.

E' un fatto di cui Saunière, sempre così attento ai dettagli, era a conoscenza, ma ha volutamente rappresentato un altro contesto geografico?

Qualcuno ha fatto notate come i paesaggi sia nell'altare sia nella via crucis ricordino i monti del Razès.

Personalmente ritengo azzardata pure questa affermazione, ma quien sabe?

Avevo anche ipotizzato inizialmente che fosse stata seguita la tradizione, riportata anche in tempi piu' recenti da Rudolf Steiner, dell'eclissi di sole avvenuta al momento della crocifissione; tuttavia durante la deposizione avrebbe già dovuto essere cessata.

L'eclissi è invece rappresentata in una vetrata della chiesa di Saint Hilaire a Limoux.

Nella chiesa di RLC sembra essere presente il gioco dell'inversione (per es. la ferita sulla gamba di San Rocco, l'alfa e la omega sotto Gesu' e Giovanni), che in questo caso potrebbe essere temporale.

Oppure, ammettiamo invece che, così come sembra evidente, l'episodio rappresentato avvenga di notte, con la luna piena alta in cielo.

Dato che nella stazione precedente ci troviamo ancora al tramonto mentre qui siamo in piena notte, è difficile pensare che si tratti sempre dell'episodio della deposizione, che non si sarà certo svolta nell'arco di qualche ora!

Ed allora che cosa ci vuol raccontare l'abate?

Nel Vangelo perduto di Pietro i soldati di guardia al sepolcro dichiarano di aver visto tre uomini allontanardi dal luogo del sepolcro; due di questi sostenevano il terzo.

E quale momento migliore per trafugare il corpo di Cristo e guarirlo dalle ferite, se non la notte, per altro nelle poche ore prima che iniziasse la Pasqua ebraica, quando ogni attività sarebbe stata vietata?

A Gesu' non furono spezzate le gambe; forse, stando persino a quel che si dice negli Atti degli Apostoli ("fu appeso") non fu nemmeno crocifisso coi chiodi, ma solo legato con le corde; e non gli venne somministrato aceto, ma, attenendoci ad una traduzione fedele dei testi, "fiele", cioè veleno di serpente, che in piccole dosi provoca una finta di morte.

Collocando questi dettagli nel contesto di un evento che si svolse quasi privatamente, e non sotto gli occhi di una folla, possiamo immaginare come non sia inverosimile l'ipotesi che Gesu' sia stato salvato dalla crocefissione.

 

E vogliamo parlare di questi dadi lanciati dal soldato romano?

Per una loro interpretazione consiglio sicuramente il testo di Baietti.

 

Uscendo dalla chiesa è possibile accedere al museo, a Villa Bethania e alla Tour Magdala.

Questa è la cosidetta Dalle des chevaliers, rimossa da Saunière durante i lavori di restauro dell'altare; avrebbe nascosto l'ingresso ad una tomba.

 
Questo simbolo di chiara ispirazione massonica si trova su un paramento sacro di Saunière.

Copia della lapide della tomba della contessa De Negre.

I piu' informati sono al corrente del messaggio nascosto tra queste righe, grazie ad un uso ad hoc di diverse dimensioni per alcune lettere e la presenza di interruzioni volutamente errate fra le parole.

 

Appena usciti dal museo si puo' accedere al prato antistante Villa Bethania, dove si trova la tomba di Saunière (moderna e scialba, quasi un insulto al gusto barocco dell'abate).
Attraversando la lunga passatoia sopraelevata rispetto al giardino che circonda la Torre Magdala, si arriva proprio all'ingresso della torre, che l'abate usava come biblioteca.
La Tour Magdala

Secondo alcuni la piastrella rossa potrebbe indicare un punto importante sotto la pavimentazione.

Sotto, alcune foto scattate dalla cima della torre.

Una veduta della torre dal giardino.

 

Dentro villa Bethania si trovano alcuni simboli ricorrenti non solo a RLC, in particolare Sant'Antonio da Padova ed il sacro cuore.

 

Altre foto di "Asmodeo"