-Ti sento nervoso, rilassati. Voi umani dovreste godervela un po' di più. Se sei libero tra poco arrivo da te, amico mio-.
-Basta che non ti presenti con una maschera in pelle incernierata e borchiata-.
-Eheh, vedrai…Incontriamoci tra un'ora all'inizio di Via XX Settembre, davanti alle gabbie-.
-Perfetto, grazie Louis!-.
Perché non ho delle amicizie normali?

UN'ORA DOPO

Aspetto Louis torcendomi nervosamente le mani e guardando i militari che presidiano impassibili la zona rossa.
Per le strade non c'è assolutamente nessuno.
Li hanno rinchiusi o li hanno sterminati?
Sento il rumore di un tombino che viene sollevato e fatto scivolare sul cemento.
-Hey Nero, non fare lo stronzo, vieni qui ad aiutarmi ad uscire-.
Tendo una mano a Louis e lo faccio uscire dalle fogne.
Ha un aspetto impeccabile.
Doppiopetto nero, cravatta rossa, i lunghi capelli corvini e riccioluti legati dietro alla nuca, volto e fisico perfettamente curati.
Sì, lui se la gode.
Ci abbracciamo affettuosamente e poi ci incamminiamo verso il mare.
-Allora, amico mio, che cosa vuoi sapere?-.
-Non lo so esattamente…insomma…un carabiniere qualunque viene sfigurato da un pacco-bomba. Nella redazione del telegiornale più anonimo della galassia ne esplode un altro. Decine di falsi allarmi, una bomba ritrovata anche nella tendopoli delle tute bianche, perquisizioni a raffica, turisti che fotografano denunciati per procurato allarme, i manifestanti dipinti sempre più come i pronipoti di Attila…-.

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